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John Henry 'Jack' Armstrong ha trent'anni, ha studiato nelle migliori università ed è il vice presidente di una delle più importanti industrie farmaceutiche del paese. Alla morte del collega Hermann Schiller, amico e geniale creatore di un nuovo trattamento per l'AIDS,scopre un giro di maneggi e tangenti che minaccia i risparmi di tutti coloro che hanno investito nella società: dopo l'iniziale perplessità, il protagonista sceglie di fare la cosa giusta (siamo pur sempre in un film di Spike Lee), denuncia anonimamente il raggiro, viene subito identificato dai suoi superiori, perde in un sol colpo carriera, rispettabilità, credito professionale e si ritrova perfino con il conto in banca bloccato. Nel momento più buio un insperato colpo di fortuna bussa alla porta di Jack: la sua ex Fatima, diventata lesbica, si riaffaccia nella vita del protagonista, offrendogli 5.000 dollari per farsi mettere in cinta, ed altrettanti per fecondare la sua compagna, Alex. In piena crisi morale ed economica, Jack accetta ed in breve, grazie al dinamismo dell'ex fidanzata, si ritrova una lunga fila di clienti dietro il portone di casa: tutte lesbiche, tutte rampanti donne d'affari, tutte disposte a pagare 10.000 dollari sull'unghia per concepire un bambino. Jack si fa prendere la mano da questo strano business inseminativo poi, dopo essere stato torchiato a dovere dagli inquirenti in cerca di un capro espiatorio per lo scandalo che ha coinvolto la sua vecchia società, rimette la testa a posto, rientra nei ranghi con una veduta più aperta della vita e dell'amore, pronto ad intreccaire un a trois con Fatima ed Alex, e ad assumersi le sue responsabilità paterne almeno con tutti i frutti dei rispettivi grembi delle due. Si arriva all'insperato happy ending tra inserti animati, surreali proiezioni di spermatozoi in viaggio verso l'ovulo di turno, in continua alternanza tra il registro comico, drammatico, di denuncia e satirico.
Le vere chicche di 'Lei mi odia' si rivelano nei monetari titoli d'apertura - con un sorridente Bush Jr. che campeggia su una banconota falsa da tre dollari - e John Turturro nei panni del boss mafioso padre di Monica Bellucci, capace di proporci un'impeccabile citazione di don Vito Corleone ne 'Il Padrino'. Uno Spike Lee che, reduce dall'esperienza straordinaria de 'La 25a ora', si concede stavolta di giocare un po' divertendosi a smascherare vizietti e corruzione nell'ambiente dell'alta finanza newyorkerse. Affrontando l'argomento corruzione e lotta interna al potere, l'autore di film capolavoro come 'Malcom X' o "Fa' la cosa giusta" riesce come sempre a dare il meglio di sé e a conquistare lo spettatore con la forza di un dialogo serrato e accusatorio e l'energia di una regia precisa e dettagliata. Colonna sonora stupenda composta da brani originali di Terence Blanchard.